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Privacy by design e by default: la guida GDPR completa

Immagine autore: Matilde Visentin

Matilde Visentin

Head of SEO

Aggiornato il 21 luglio 2026

Lettura 4 min

Guida alla privacy by design e by dafault

Due termini che senti nominare spesso parlando di GDPR, ma che raramente vengono spiegati con chiarezza fino in fondo.

La privacy by design richiede di integrare la protezione dei dati fin dalle prime fasi di sviluppo di un sistema o servizio; la privacy by default impone che le impostazioni predefinite siano quelle più tutelanti per l’utente, senza che debba fare nulla. Sono due facce dello stesso obbligo, disciplinato dall’art. 25 del GDPR: la prima riguarda il processo di progettazione, la seconda cosa succede di default quando l’utente usa il servizio.

In breve

Privacy by design e privacy by default sono i due principi, entrambi disciplinati dall’art. 25 del GDPR, che impongono di integrare la protezione dei dati fin dalla progettazione di sistemi e servizi (by design) e di impostare come predefinite le opzioni più tutelanti per l’utente (by default). Applicarli richiede una struttura organizzativa chiara, policy interne, valutazione dei rischi e formazione del personale: la non conformità espone a sanzioni fino al 4% del fatturato globale.

Indice

Cosa significa privacy by design?

La privacy by design è un concetto introdotto dalla professoressa Ann Cavoukian negli anni ’90, basato sull’integrazione della privacy sin dalle fasi iniziali dello sviluppo di sistemi, prodotti e servizi. Prevede che la protezione dei dati sia un elemento chiave del progetto, tutelata durante tutto il ciclo di progettazione, non aggiunta a posteriori.

I 7 principi fondamentali della privacy by design

Pur non essendo esplicitamente elencati nelle linee guida normative, si riconoscono sette principi alla base della privacy by design:

  • Proattivo, non reattivo — preventivo, non correttivo: prevenire le violazioni prima che si verifichino, non correggerle dopo.
  • Privacy come impostazione predefinita: i dati personali sono protetti automaticamente in ogni sistema o pratica aziendale, senza che l’utente debba fare nulla.
  • Privacy integrata nella progettazione: parte integrante di tutto il ciclo di vita del progetto, non un’aggiunta successiva.
  • Funzionalità completa, somma positiva non somma zero: privacy e funzionalità si possono raggiungere insieme, senza compromessi.
  • Sicurezza end-to-end: protezione dei dati dall’acquisizione fino alla loro eliminazione.
  • Visibilità e trasparenza: tutti gli stakeholder devono avere una chiara visibilità sulle pratiche di gestione dei dati.
  • Rispetto per la privacy degli utenti: gli interessi dell’utente restano al centro, come massima priorità.

Questi principi assicurano che la protezione dei dati non sia un obbligo reattivo, ma una componente predefinita e costante: sicurezza e funzionalità coesistono, superando la logica del compromesso tra privacy e prestazioni.

Cosa significa privacy by default?

La privacy by default, spesso considerata una componente della privacy by design, garantisce che le impostazioni predefinite di qualsiasi sistema proteggano la privacy degli utenti: questi non devono fare nulla di ulteriore per proteggere i propri dati, ci pensa il sistema in automatico. In pratica, garantisce che:

  • Vengano trattati di default solo i dati strettamente necessari per l’azione o il servizio richiesto.
  • La quantità di dati raccolti e il tempo di conservazione siano limitati allo stretto necessario.
  • Le impostazioni predefinite offrano il massimo livello di privacy possibile.

La tutela della privacy, quindi, non è lasciata alla discrezione dell’utente, ma è un elemento automatico di qualsiasi sistema che tratta dati personali.

Questa tabella riassume la differenza pratica tra i due principi.

AspettoPrivacy by designPrivacy by default
Cosa riguardaL’intero processo di progettazione di sistemi, prodotti e serviziLe impostazioni predefinite di un sistema già progettato
Quando si applicaFin dalle prime fasi dello sviluppoAl momento in cui il servizio viene usato dall’utente
Esempio praticoValutare il rischio privacy prima di scegliere un nuovo fornitoreCookie non tecnici disattivati finché l’utente non li accetta

Come applicare la privacy by design e by default in azienda?

Per implementare questi principi, alcuni passaggi utili:

  • Definisci una struttura organizzativa che identifichi ruoli e responsabilità in azienda.
  • Crea policy specifiche che disciplinino i processi interni per un trattamento dei dati conforme ai principi di privacy by design.
  • Analizza il livello di rischio dei dati trattati e definisci misure di sicurezza individuali per dimostrare la conformità al GDPR.
  • Progetta sistemi, servizi e prodotti con un adeguato livello di protezione dei dati fin dalla fase di design.
  • Predisponi garanzie tecniche e organizzative nel progetto esecutivo per la tutela dei dati.
  • Forma il personale, perché tutti in azienda comprendano l’importanza della privacy e sappiano gestire i dati in modo sicuro.

L’obiettivo è integrare la protezione della privacy in tutte le fasi del ciclo di vita del progetto, dalla progettazione al rilascio, fino al supporto continuo: le misure vanno valutate e aggiornate periodicamente per rispondere a nuove sfide e rischi.

Cosa prevede il GDPR su privacy by design e by default?

È l’art. 25 del GDPR, intitolato “Protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita”, a introdurre l’obbligo per il titolare del trattamento di adottare misure tecniche e organizzative adeguate ad attuare questi principi, sia al momento di decidere come trattare i dati sia durante il trattamento stesso. Le indicazioni operative sono approfondite nelle Guidelines 4/2019 on Article 25 Data Protection by Design and by Default dell’EDPB.

Adottare questi principi aiuta le aziende a evitare le sanzioni previste per la non conformità, che possono arrivare al 4% del fatturato annuo globale o 20 milioni di euro, a seconda di quale importo sia maggiore. Integrare la privacy in ogni aspetto delle proprie operazioni costruisce anche una base di fiducia con gli utenti, oltre a proteggere l’azienda dall’evoluzione costante delle normative sulla privacy.

In sintesi

  • Privacy by design e by default sono entrambe disciplinate dall’art. 25 del GDPR (non l’art. 24).

  • La privacy by design integra la protezione dei dati in tutto il ciclo di progettazione di un sistema o servizio.

  • La privacy by default impone che le impostazioni predefinite offrano il massimo livello di privacy senza azioni da parte dell’utente.

  • I 7 principi di Cavoukian (proattività, sicurezza end-to-end, trasparenza, tra gli altri) restano il riferimento concettuale, pur non essendo testo di legge.

  • La non conformità espone a sanzioni fino al 4% del fatturato globale o 20 milioni di euro.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra privacy by design e privacy by default?

La privacy by design riguarda l’intero processo di progettazione di un sistema o servizio; la privacy by default riguarda le impostazioni predefinite che l’utente trova quando lo usa, che devono già essere le più tutelanti.

Quale articolo del GDPR disciplina la privacy by design?

L’articolo 25, intitolato “Protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita”, approfondito dalle Linee guida EDPB 4/2019.

La privacy by design si applica solo ai nuovi progetti?

No: si applica anche ai sistemi già esistenti che trattano dati personali, non solo a quelli sviluppati da zero dopo l’entrata in vigore del GDPR.

Chi è responsabile di applicare questi principi in azienda?

Il titolare del trattamento, anche se in pratica coinvolge tutta l’organizzazione: dalla struttura dei ruoli alla formazione del personale, fino alla scelta dei fornitori.

Cosa rischia un'azienda che non applica la privacy by design?

Sanzioni fino al 4% del fatturato annuo globale o 20 milioni di euro, oltre al danno reputazionale derivante da un trattamento dei dati non adeguatamente protetto fin dalla progettazione.

I 7 principi di Cavoukian sono obbligatori per legge?

Non sono citati testualmente nel GDPR, ma rappresentano il framework concettuale a cui l’art. 25 si ispira, e restano un riferimento pratico utile per applicarlo.

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L'autore di questo post

Matilde Visentin

Head of SEO
Matilde Visentin è Head of SEO presso Jump Group, dove guida la strategia SEO e coordina progetti complessi per ottimizzare la visibilità online dei clienti. Grazie alla sua vasta esperienza nel campo del search engine optimization, Matilde è una figura di riferimento per la crescita organica delle aziende. La sua passione per l’analisi dei dati e l’innovazione digitale la spinge a esplorare costantemente le nuove tendenze del settore. Inoltre, è autrice di articoli per Avacy CMP, condividendo il suo know-how con la community professionale.

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