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Garante vs Matrix Srl: gli errori GDPR da non ripetere

Immagine autore: Ilenia Brunelli

Ilenia Brunelli

Social Media Manager

Aggiornato il 24 luglio 2026

Lettura 4 min

Istruttoria del Garante su Matrix Srl per cookie banner assente

Il Garante Privacy non aspetta più le segnalazioni degli utenti: sta controllando i siti web di sua iniziativa, e chi pensava di passare inosservato rischia di essere il prossimo caso.

Dopo Maddalena Lines e Capital Investment, è toccato a Matrix Srl: nessun banner cookie al primo accesso, nessuna informativa su privacy e cookie, e tracciamento degli utenti senza averli informati. Se il tuo sito presenta anche solo uno di questi tre segnali, questo caso ti riguarda più di quanto pensi.

In breve

Il Garante Privacy ha aperto un’istruttoria su Matrix Srl dopo aver rilevato, con un controllo autonomo (senza segnalazioni), tre violazioni gravi: nessun banner cookie al primo accesso, nessuna informativa su privacy e cookie, e cookie installati senza dichiararli agli utenti. Il caso conferma che l’Autorità sta facendo controlli proattivi sui siti web, e che l’assenza di un banner conforme o di un’informativa accessibile sono tra i motivi più comuni di apertura di un’istruttoria.

Indice

Cosa ha fatto scattare i controlli del Garante su Matrix Srl?

Negli ultimi mesi il Garante Privacy ha intensificato i controlli sui siti web, e non si limita più ad agire dopo una segnalazione: sta conducendo controlli autonomi per verificare il rispetto delle regole su trattamento dei dati e uso dei cookie. Dopo i casi Maddalena Lines e Capital Investment, è toccato a Matrix Srl finire sotto la lente dell’Autorità: cookie attivati senza informare gli utenti, nessun banner al primo accesso e zero trasparenza sulle modalità di tracciamento.

Quali errori ha commesso Matrix Srl secondo il Garante?

1. Nessun banner cookie al primo accesso

Matrix Srl non mostrava alcun banner cookie al primo accesso, né in home page né nelle altre pagine del sito. Secondo il GDPR, ogni sito che utilizza cookie non tecnici è obbligato a chiedere il consenso dell’utente prima di attivarli: senza banner, chi visitava il sito veniva tracciato senza saperlo.

2. Nessuna informativa sui cookie e sulla privacy

Se un utente voleva capire quali dati venivano raccolti, per quale scopo e con chi venivano condivisi, non aveva modo di farlo: nel sito non esisteva un’informativa accessibile, né sui cookie né sulla gestione della privacy. Una doppia violazione del GDPR, che impone di rendere sempre disponibili informazioni chiare e dettagliate su tipologia di cookie usati, finalità della raccolta dati, soggetti con cui i dati vengono condivisi e modalità per modificare le preferenze o revocare il consenso. Matrix Srl non offriva nulla di tutto questo.

3. Il sito usava cookie, ma senza dirlo

La parte più grave: Matrix Srl tracciava gli utenti senza avvisarli. Con un controllo tecnico tramite la funzione “Visualizza tutte le autorizzazioni e i dati dei siti” di Chrome, il Garante ha scoperto che il sito installava cookie e raccoglieva dati senza informare nessuno. È una delle violazioni più serie del GDPR, perché significa raccogliere informazioni sugli utenti senza consenso e in totale assenza di trasparenza. Per approfondire: Consenso al trattamento dei dati personali: tutto quello che c’è da sapere per il tuo sito web.

Cosa significa questo caso per il tuo sito?

Questo caso segna un punto chiaro: il Garante sta facendo controlli senza aspettare segnalazioni. Se il tuo sito non è a norma, potresti essere il prossimo, e la scusa del “tanto non se ne accorge nessuno” non vale più.

Questa tabella riassume i tre segnali emersi dal caso Matrix Srl e cosa fare per ciascuno.

SegnaleViolazione GDPRAzione correttiva
Nessun banner cookie al primo accessoCookie non tecnici attivati senza consensoInstallare un banner conforme, con rifiuto facile quanto l’accettazione
Nessuna informativa su cookie e privacyMancanza di trasparenza sul trattamentoPubblicare un’informativa chiara, dettagliata e sempre raggiungibile
Cookie installati senza essere dichiaratiTrattamento senza consenso e senza trasparenzaFare un audit tecnico dei cookie realmente installati sul sito

Come mettersi in regola?

Adeguarsi al GDPR non è solo una questione legale, ma anche di fiducia: gli utenti vogliono sapere come vengono usati i loro dati e chi li raccoglie, e i siti che non rispettano queste regole, prima o poi, vengono scoperti. Ecco le tre cose fondamentali da fare subito:

  1. Implementare un banner cookie chiaro e conforme, che informi gli utenti e permetta di accettare o rifiutare i cookie con la stessa facilità.
  2. Inserire un’informativa dettagliata e sempre accessibile, spiegando quali dati vengono raccolti, come vengono usati e con chi vengono condivisi.
  3. Utilizzare una piattaforma di gestione del consenso (CMP) per automatizzare la conformità e monitorare eventuali irregolarità.

Come una CMP come Avacy aiuta a restare conformi?

Mettere a norma un sito manualmente, come visto nel caso Matrix Srl, richiede di presidiare contemporaneamente banner, informativa e cookie realmente installati: una piattaforma di gestione del consenso (CMP) come Avacy automatizza queste tre aree.

Cookie banner di Avacy

Sul fronte del banner cookie, Avacy fornisce un banner personalizzabile e conforme alle linee guida del Garante, che informa gli utenti in modo chiaro, permette di accettare, rifiutare o personalizzare il consenso con la stessa facilità, e impedisce l’attivazione dei cookie non tecnici prima del consenso, evitando esattamente l’errore commesso da Matrix Srl.

Consenso granulare

Sul fronte della gestione del consenso, Avacy registra e archivia le preferenze degli utenti, garantendone la tracciabilità, permette di modificarle o revocarle in qualsiasi momento, e offre un’interfaccia per la gestione granulare per categoria di cookie (tecnici, di profilazione, di terze parti).

Sul fronte del monitoraggio, Avacy aggiorna automaticamente le impostazioni in base alle disposizioni più recenti del Garante, analizza regolarmente il sito per rilevare cookie non dichiarati (esattamente il problema che ha fatto scoprire il caso Matrix Srl) e segnala eventuali non conformità prima che diventino un problema. Infine, genera report e audit dettagliati sulle preferenze raccolte, utili da esibire in caso di controllo.

In sintesi

  • Il Garante Privacy sta conducendo controlli autonomi sui siti web, senza attendere segnalazioni.

  • Matrix Srl è stata individuata per tre violazioni: nessun banner cookie, nessuna informativa, cookie installati senza dichiararli.

  • Anche i cookie installati “in silenzio” sono rilevabili con un semplice controllo tecnico del browser.

  • Le tre azioni correttive minime sono: banner conforme, informativa accessibile, audit dei cookie realmente installati.

  • Una CMP come Avacy automatizza banner, gestione del consenso e monitoraggio, riducendo il rischio di ripetere gli errori di Matrix Srl.

Domande frequenti

Il Garante può controllare il mio sito senza una segnalazione?

Sì: come dimostra il caso Matrix Srl, il Garante conduce anche controlli autonomi sui siti web, senza attendere reclami da parte degli utenti.

Cosa rischia un sito senza banner cookie?

Rischia una violazione del GDPR per aver attivato cookie non tecnici senza consenso, con possibili conseguenze che vanno dall’ammonimento alla sanzione, a seconda della gravità.

Basta avere un banner cookie per essere conformi?

No: serve anche un’informativa chiara e accessibile su cookie e privacy, e la garanzia che i cookie effettivamente installati sul sito corrispondano a quelli dichiarati.

Come faccio a sapere se il mio sito installa cookie senza consenso?

Un controllo tecnico tramite le impostazioni del browser (ad esempio “Visualizza tutte le autorizzazioni e i dati dei siti” su Chrome) mostra i cookie realmente installati, da confrontare con quelli dichiarati nel banner e nell’informativa.

Cosa deve contenere l'informativa cookie e privacy?

Deve indicare chiaramente la tipologia di cookie usati, le finalità della raccolta dati, i soggetti con cui i dati vengono condivisi e come modificare o revocare il consenso.

Una CMP basta da sola per essere conformi al GDPR?

Una CMP automatizza banner, raccolta e gestione del consenso, ma la conformità dipende anche da come viene configurata: va comunque verificato che rifletta i cookie e i trattamenti realmente attivi sul sito.

Raccogli e conserva i consensi senza pensieri

Avacy automatizza raccolta, archiviazione, prova e revoca dei consensi. Conforme a GDPR, ePrivacy e Google Consent Mode v2.

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Avacy, CMP registrata al TCF 2.3 di IAB Europe
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Immagine autore: Ilenia Brunelli
L'autore di questo post

Ilenia Brunelli

Social Media Manager
Ilenia, laureata nel 2020 all’Università di Bologna, è una Social Media Manager e SEO Copywriter per Avacy. Esperta di strategie digitali, unisce creatività e analisi per creare contenuti che fanno la differenza. Sempre aggiornata sulle ultime novità del settore, trasforma le tendenze in opportunità, con un occhio attento all’innovazione e all’engagement.

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