Cosa ha fatto scattare i controlli del Garante su Matrix Srl?
Negli ultimi mesi il Garante Privacy ha intensificato i controlli sui siti web, e non si limita più ad agire dopo una segnalazione: sta conducendo controlli autonomi per verificare il rispetto delle regole su trattamento dei dati e uso dei cookie. Dopo i casi Maddalena Lines e Capital Investment, è toccato a Matrix Srl finire sotto la lente dell’Autorità: cookie attivati senza informare gli utenti, nessun banner al primo accesso e zero trasparenza sulle modalità di tracciamento.
Quali errori ha commesso Matrix Srl secondo il Garante?
1. Nessun banner cookie al primo accesso
Matrix Srl non mostrava alcun banner cookie al primo accesso, né in home page né nelle altre pagine del sito. Secondo il GDPR, ogni sito che utilizza cookie non tecnici è obbligato a chiedere il consenso dell’utente prima di attivarli: senza banner, chi visitava il sito veniva tracciato senza saperlo.
2. Nessuna informativa sui cookie e sulla privacy
Se un utente voleva capire quali dati venivano raccolti, per quale scopo e con chi venivano condivisi, non aveva modo di farlo: nel sito non esisteva un’informativa accessibile, né sui cookie né sulla gestione della privacy. Una doppia violazione del GDPR, che impone di rendere sempre disponibili informazioni chiare e dettagliate su tipologia di cookie usati, finalità della raccolta dati, soggetti con cui i dati vengono condivisi e modalità per modificare le preferenze o revocare il consenso. Matrix Srl non offriva nulla di tutto questo.
3. Il sito usava cookie, ma senza dirlo
La parte più grave: Matrix Srl tracciava gli utenti senza avvisarli. Con un controllo tecnico tramite la funzione “Visualizza tutte le autorizzazioni e i dati dei siti” di Chrome, il Garante ha scoperto che il sito installava cookie e raccoglieva dati senza informare nessuno. È una delle violazioni più serie del GDPR, perché significa raccogliere informazioni sugli utenti senza consenso e in totale assenza di trasparenza. Per approfondire: Consenso al trattamento dei dati personali: tutto quello che c’è da sapere per il tuo sito web.
Cosa significa questo caso per il tuo sito?
Questo caso segna un punto chiaro: il Garante sta facendo controlli senza aspettare segnalazioni. Se il tuo sito non è a norma, potresti essere il prossimo, e la scusa del “tanto non se ne accorge nessuno” non vale più.
Questa tabella riassume i tre segnali emersi dal caso Matrix Srl e cosa fare per ciascuno.
| Segnale | Violazione GDPR | Azione correttiva |
|---|---|---|
| Nessun banner cookie al primo accesso | Cookie non tecnici attivati senza consenso | Installare un banner conforme, con rifiuto facile quanto l’accettazione |
| Nessuna informativa su cookie e privacy | Mancanza di trasparenza sul trattamento | Pubblicare un’informativa chiara, dettagliata e sempre raggiungibile |
| Cookie installati senza essere dichiarati | Trattamento senza consenso e senza trasparenza | Fare un audit tecnico dei cookie realmente installati sul sito |
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Una scorecard compilabile e stampabile per autovalutare la conformità del tuo sito, basata sugli errori più ricorrenti nei provvedimenti recenti del Garante
Come mettersi in regola?
Adeguarsi al GDPR non è solo una questione legale, ma anche di fiducia: gli utenti vogliono sapere come vengono usati i loro dati e chi li raccoglie, e i siti che non rispettano queste regole, prima o poi, vengono scoperti. Ecco le tre cose fondamentali da fare subito:
- Implementare un banner cookie chiaro e conforme, che informi gli utenti e permetta di accettare o rifiutare i cookie con la stessa facilità.
- Inserire un’informativa dettagliata e sempre accessibile, spiegando quali dati vengono raccolti, come vengono usati e con chi vengono condivisi.
- Utilizzare una piattaforma di gestione del consenso (CMP) per automatizzare la conformità e monitorare eventuali irregolarità.
Come una CMP come Avacy aiuta a restare conformi?
Mettere a norma un sito manualmente, come visto nel caso Matrix Srl, richiede di presidiare contemporaneamente banner, informativa e cookie realmente installati: una piattaforma di gestione del consenso (CMP) come Avacy automatizza queste tre aree.

Sul fronte del banner cookie, Avacy fornisce un banner personalizzabile e conforme alle linee guida del Garante, che informa gli utenti in modo chiaro, permette di accettare, rifiutare o personalizzare il consenso con la stessa facilità, e impedisce l’attivazione dei cookie non tecnici prima del consenso, evitando esattamente l’errore commesso da Matrix Srl.

Sul fronte della gestione del consenso, Avacy registra e archivia le preferenze degli utenti, garantendone la tracciabilità, permette di modificarle o revocarle in qualsiasi momento, e offre un’interfaccia per la gestione granulare per categoria di cookie (tecnici, di profilazione, di terze parti).
Sul fronte del monitoraggio, Avacy aggiorna automaticamente le impostazioni in base alle disposizioni più recenti del Garante, analizza regolarmente il sito per rilevare cookie non dichiarati (esattamente il problema che ha fatto scoprire il caso Matrix Srl) e segnala eventuali non conformità prima che diventino un problema. Infine, genera report e audit dettagliati sulle preferenze raccolte, utili da esibire in caso di controllo.