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Caso Capital Investment: gli errori GDPR sui cookie da evitare

Immagine autore: Ilenia Brunelli

Ilenia Brunelli

Social Media Manager

Aggiornato il 21 luglio 2026

Lettura 5 min

Caso Capital Investment

Fino a poco tempo fa un’ispezione del Garante scattava solo dopo una segnalazione. Oggi non è più così: l’Autorità controlla i siti anche di sua iniziativa.
Dopo Maddalena Lines, è toccato a Capital Investment: nessun banner cookie, nessuna informativa su dati e cookie, tracciamento attivo prima ancora che l’utente potesse scegliere, e nessun link all’informativa nel footer. Sono quattro errori che, singolarmente, si trovano su moltissimi siti: la combinazione di tutti e quattro è quello che ha attirato l’attenzione del Garante.

In breve

Il Garante ha rilevato in Capital Investment quattro violazioni: nessun banner cookie al primo accesso, nessuna informativa su cookie e trattamento dati, cookie attivati prima del consenso dell’utente, e nessun link all’informativa nel footer. Il caso conferma che il Garante controlla i siti anche senza segnalazioni, e che installare cookie prima ancora che l’utente possa scegliere è una delle violazioni più gravi e più facili da rilevare con un semplice controllo del browser.

Indice

Cosa ha rilevato il Garante nel caso Capital Investment?

Fino a poco tempo fa molte aziende si sentivano al sicuro, convinte che un’ispezione del Garante scattasse solo dopo una segnalazione degli utenti. Oggi il Garante agisce anche d’ufficio, con controlli autonomi sui siti web: non serve più un reclamo per finire sotto esame. Questa strategia ha già coinvolto Maddalena Lines, e ora tocca a Capital Investment, con una serie di violazioni che riguardano gestione dei cookie, trasparenza delle informazioni e rispetto delle scelte degli utenti.

Quali errori ha commesso Capital Investment?

1. Nessun banner cookie al primo accesso

Esempio di cookie banner conforme

Una regola fondamentale del GDPR è che, se un sito utilizza cookie diversi da quelli tecnici, deve mostrare un banner di consenso al primo accesso. Capital Investment ha ignorato completamente questa disposizione: nessun banner, nessuna richiesta di consenso, nessun avviso. Gli utenti venivano tracciati immediatamente, senza saperlo, anche se il GDPR richiede il consenso esplicito per qualsiasi trattamento che non rientri nelle eccezioni previste (come i cookie tecnici). Non sai come configurare il cookie banner per il tuo sito? Leggi la guida.

2. Zero informazioni su cookie e trattamento dati

Anche quando un sito mostra un banner, deve fornire un’informativa chiara su quali cookie vengono installati e con quale finalità, come vengono usati i dati, se vengono condivisi con terze parti e come modificare il consenso in qualsiasi momento. Nel caso di Capital Investment, il Garante ha scoperto che nessuna di queste informazioni era disponibile: gli utenti non avevano idea di cosa accadesse ai loro dati, e chi voleva modificare le proprie preferenze non aveva modo di farlo. Per saperne di più: Differenza tra cookie policy e privacy policy: guida completa.

3. Cookie attivi senza consenso

Uno degli aspetti più gravi: il sito attivava i cookie prima ancora che l’utente potesse esprimere il consenso. Lo si è scoperto con un semplice controllo dal browser Chrome, che ha rivelato cookie già installati prima che l’utente avesse la possibilità di accettarli o rifiutarli. Il consenso deve essere preventivo, non raccolto dopo che il tracciamento è già iniziato: installare cookie prima del consenso è una violazione diretta del GDPR. Per approfondire: Come scoprire quali cookie vengono utilizzati dal tuo sito web.

4. Nessun link all’informativa nel footer

Anche se il sito avesse avuto un banner, mancava comunque il link all’informativa sulla privacy nel footer. Gli utenti devono poter rivedere le proprie scelte e modificare il consenso in qualsiasi momento: senza un link ben visibile, questa possibilità diventa impossibile, e il sito risulta meno trasparente e meno conforme alle linee guida del GDPR.

Questa tabella riassume i quattro errori e la relativa azione correttiva.

Errore riscontratoAzione correttiva
Nessun banner al primo accessoMostrare il banner prima di installare cookie non tecnici
Nessuna informativa su cookie e datiPubblicare un’informativa chiara e sempre accessibile
Cookie attivi prima del consensoBloccare i cookie non tecnici fino all’accettazione esplicita
Nessun link all’informativa nel footerInserire un link visibile in ogni pagina del sito

Cosa cambia per chi ha un sito web?

Il caso Capital Investment è un avvertimento chiaro: il Garante sta intensificando i controlli e non serve più una segnalazione per finire sotto esame. Se gestisci un sito, assicurarti che sia conforme non è più rimandabile: il rischio è incorrere in sanzioni, perdita di fiducia e problemi legali. Per approfondire: GDPR in 3 step: come rendere il tuo sito web a norma con Avacy.

Come evitare questi errori?

Essere conformi al GDPR non è solo un obbligo legale, ma anche un vantaggio competitivo: un sito che rispetta la normativa offre trasparenza, migliora l’esperienza utente e riduce il rischio di sanzioni. Ecco le azioni fondamentali.

Cookie banner di Avacy
  1. Implementare un banner cookie conforme, che compaia al primo accesso, informi chiaramente su quali cookie vengono usati, offra un’opzione di accettazione e rifiuto ugualmente facili e permetta una scelta granulare per categoria. Se il sito usa solo cookie tecnici il banner non serve, ma va comunque indicato nell’informativa.
  2. Fornire un’informativa dettagliata, chiara e facilmente accessibile, che spieghi quali dati vengono raccolti, chi vi ha accesso, come modificare le preferenze e quali sono i diritti dell’utente, scritta senza tecnicismi e raggiungibile sia dal banner che dal footer.
  3. Non installare cookie non tecnici prima del consenso esplicito: vanno bloccati fino all’accettazione, il consenso deve essere libero e non forzato (niente dark pattern con pulsanti di accettazione più visibili del rifiuto), e revocabile in qualsiasi momento.
  4. Inserire un link alla privacy policy nel footer di ogni pagina, con una pagina sempre accessibile e aggiornata e un’area dedicata dove rivedere il proprio consenso.
  5. Utilizzare una piattaforma di gestione del consenso (CMP) per automatizzare la conformità, generare log e report utili in caso di controlli, e restare aggiornati automaticamente sui cambiamenti normativi.

Rischi una sanzione? Scoprilo in 5 minuti con una scorecard

Una scorecard compilabile e stampabile per autovalutare la conformità del tuo sito, basata sugli errori più ricorrenti nei provvedimenti recenti del Garante.

Come una CMP come Avacy previene questi errori?

Gestire manualmente tutti e cinque questi punti, verificando che restino conformi nel tempo, è impegnativo: una piattaforma come Avacy li copre in modo automatico.

Sul fronte del banner, Avacy genera banner personalizzabili che bloccano automaticamente i cookie non tecnici fino all’accettazione esplicita, risolvendo esattamente l’errore 1 e 3 del caso Capital Investment. Sul fronte dell’informativa, aiuta a generare e mantenere aggiornate le informative, complete e sempre raggiungibili da banner e footer, coprendo gli errori 2 e 4. Sul fronte del consenso, registra le scelte di ogni utente in modo sicuro e consultabile in caso di controllo, permette di modificarle in ogni momento e genera report dettagliati. Infine, si aggiorna automaticamente in base alle linee guida più recenti del Garante e dell’EDPB, e si integra in pochi minuti con WordPress, Shopify, Magento o siti custom, senza competenze tecniche avanzate.

In sintesi

  • Il Garante controlla i siti anche senza segnalazioni degli utenti.

  • Capital Investment aveva 4 violazioni combinate: nessun banner, nessuna informativa, cookie attivi senza consenso, nessun link nel footer.

  • I cookie erano installati prima che l’utente potesse scegliere: una delle violazioni più gravi, rilevabile con un semplice controllo del browser.

  • Le azioni correttive minime: banner conforme, informativa accessibile, blocco dei cookie fino al consenso, link visibile nel footer.

  • Una CMP come Avacy automatizza tutti e quattro questi punti contemporaneamente.

Domande frequenti

Il Garante può controllare il mio sito senza una segnalazione?

Sì, come dimostra anche questo caso: l’Autorità conduce controlli autonomi sui siti web, senza attendere reclami da parte degli utenti.

Quali sono gli errori più comuni sui cookie che il Garante contesta?

Assenza del banner al primo accesso, mancanza di un’informativa chiara, cookie installati prima del consenso e assenza di un link all’informativa nel footer.

Cosa significa che i cookie erano "attivi prima del consenso"?

Significa che il sito tracciava già gli utenti nel momento in cui la pagina si caricava, prima ancora che potessero accettare o rifiutare: una violazione diretta, perché il consenso deve essere sempre preventivo.

Se uso solo cookie tecnici devo comunque avere un link nel footer?

Sì: anche senza banner, un link all’informativa sulla privacy nel footer resta necessario per garantire trasparenza agli utenti.

Cosa rischia un sito come quello di Capital Investment?

Dipende dalla gravità: si va dall’ammonimento fino a sanzioni economiche, che per violazioni sui cookie e sul consenso possono arrivare al 4% del fatturato annuo globale.

Una CMP evita automaticamente tutti questi errori?

Riduce molto il rischio, perché automatizza banner, blocco dei cookie e informativa, ma va comunque configurata correttamente in base ai cookie realmente usati dal sito.

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Immagine autore: Ilenia Brunelli
L'autore di questo post

Ilenia Brunelli

Social Media Manager
Ilenia, laureata nel 2020 all’Università di Bologna, è una Social Media Manager e SEO Copywriter per Avacy. Esperta di strategie digitali, unisce creatività e analisi per creare contenuti che fanno la differenza. Sempre aggiornata sulle ultime novità del settore, trasforma le tendenze in opportunità, con un occhio attento all’innovazione e all’engagement.

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