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Guida al Digital Markets Act (DMA): il nuovo regolamento europeo sui mercati digitali

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Matilde Visentin

Head of SEO

Aggiornato il 7 marzo 2025

Lettura 6 min

Digital market act
In breve

Indice

In questo articolo, ci immergeremo nella comprensione del Digital Markets Act (DMA), chiariremo il significato e il ruolo dei gatekeeper e analizzeremo le conseguenze di questa normativa sul panorama del mercato digitale.

Digital Market Act: Che cos’è?

Il Digital Markets Act (DMA) è una regolamentazione che influisce sulle aziende che operano online all’interno dell’Unione Europea. Da novembre 2022, data della sua entrata in vigore, si concentra sulle preoccupazioni antitrust relative alle Big Tech, definite “gatekeeper”, che controllano una vasta quantità di attività online e elaborano enormi volumi di dati degli utenti.

Infografica digital market act

Il Digital Markets Act è stato proposto dalla Commissione Europea come parte del Digital Services Package, insieme al Digital Services Act. A differenza del Digital Markets Act (DMA), il Digital Services Act (DSA) è il regolamento europeo sui servizi digitali, che mira a prevenire e contrastare le attività illegali e dannose online, a proteggere i diritti fondamentali degli utenti e a creare un ambiente digitale equo e aperto.

Chi sono i Gatekeeper?

La Commissione Europea (CE) identifica i gatekeeper come i colossi del settore tecnologico, ovvero quelle aziende che giocano un ruolo cruciale nell’ecosistema digitale agendo come intermediari chiave.

La designazione di una piattaforma come gatekeeper deriva da criteri ben definiti, inclusa la gestione di un’interfaccia utente di vasta portata, l’erogazione di servizi indispensabili per il business digitale, e la capacità di orientare le dinamiche di mercato. In altre parole, si tratta di imprese che:

  • Hanno totalizzato nei tre anni precedenti un fatturato annuo minimo di 7,5 miliardi di euro nell’Unione europea, oppure hanno un valore di mercato di almeno 75 miliardi di euro;
  • Hanno almeno 45 milioni di utenti finali mensili e almeno 10.000 utenti commerciali stabiliti nell’Unione;
  • Controllano uno o più servizi di piattaforma di base in almeno tre Stati membri dell’Unione;
  • Hanno una forte posizione economica e un impatto significativo sul mercato interno;
  • Forniscono un servizio di piattaforma di base che costituisce un importante punto di accesso per gli utenti commerciali al fine di raggiungere i clienti;
  • Hanno una posizione consolidata e duratura sul mercato, oggi o nel prossimo futuro.

Secondo la Commissione Europea, queste piattaforme detengono il potere di modulare l’accesso ai mercati digitali, esercitando una notevole influenza sul commercio online e sulla distribuzione delle informazioni.

Tra le aziende identificate come gatekeeper dalla CE troviamo:

  • Alphabet (società madre di Google e Android)
  • Amazon
  • Apple
  • ByteDance (società madre di TikTok)
  • Meta (società madre di Facebook, Instagram, WhatsApp e altri)
  • Microsoft (società madre di LinkedIn)

Queste ultime, attraverso i loro servizi e piattaforme, definiscono il modo in cui consumatori e aziende interagiscono nel mondo digitale, sottolineando l’importanza del loro ruolo come gatekeeper all’interno del DMA (Digital Markets Act).

Cosa sono i servizi di piattaforma di base?

I servizi di piattaforma di base sono i servizi online che costituiscono un importante punto di accesso per gli utenti. Il regolamento elenca i seguenti servizi di piattaforma di base:

  • Servizi di intermediazione online (inclusi i mercati, i negozi di applicazioni, i servizi di prenotazione di alloggi e di trasporto);
  • Motori di ricerca online;
  • Sistemi operativi;
  • Servizi di cloud computing;
  • Servizi di condivisione di video;
  • Servizi di comunicazione elettronica;
  • Servizi di social network;
  • Servizi pubblicitari, inclusi le reti pubblicitarie e qualsiasi altro servizio di intermediazione pubblicitaria, correlati a uno o più dei servizi di cui sopra.

Quali sono gli obiettivi del Digital Markets Act

La legge DMA mira a incidere sulla concorrenza, assicurando equità e trasparenza da parte dei gatekeeper. A causa della loro influenza predominante sul mercato e sui consumatori, il DMA applica restrizioni a una varietà di servizi tecnologici, tra cui motori di ricerca, servizi cloud, reti sociali, piattaforme di condivisione video, reti pubblicitarie online e altri prodotti e servizi gestiti da grandi imprese digitali.

Uno degli obiettivi principali del DMA è “livellare il campo di gioco” per le imprese più piccole nello spazio digitale e fornire maggiori protezioni per i diritti degli utenti e i loro dati.

Gli obiettivi del Digital Market Act sono:

  • Garantire l’assenza di barriere di ingresso (contestability) di tutti i servizi online;
  • Combattere gli abusi di mercato delle grandi piattaforme digitali;
  • Stimolare l’innovazione e la concorrenza dei mercati digitali;
  • Sopperire al vuoto normativo che mette a repentaglio i dati degli utenti e la loro privacy;
  • Creare uno spazio economico più equo per le imprese europee;
  • Favorire la suddivisione di valori e utili tra le imprese che operano nell’economia digitale.

Cosa comporta la normativa sui mercati digitali?

Per regolamentare i gatekeeper, il DMA introduce una serie di misure regolatorie mirate a promuovere la giustizia e l’etica nei mercati digitali, tramite l’adozione di liste di divieti (blacklist) e liste di obblighi (whitelist) per prevenire comportamenti commerciali scorretti e incentivare pratiche leali tra i principali operatori digitali.

Blacklist: i divieti dei gatekeeper

La blacklist del DMA è l’elenco delle pratiche abusive che i gatekeeper sono vietati di compiere, in quanto considerate lesive della concorrenza e degli interessi degli utenti.

La backlist sanziona, tra gli altri, comportamenti quail l’utilizzo della posizione dominante per escludere concorrenti, la promozione indebita dei propri prodotti a danno di quelli dei concorrenti, il rifiuto ingiustificato di condividere dati con terze parti, e la creazione di barriere all’interoperabilità e alla portabilità dei dati.
Vieta inoltre l’acquisizione o il controllo di imprese concorrenti o complementari senza l’approvazione delle autorità competenti, l’imposizione di restrizioni che limitano la libertà di utenti commerciali e finali di utilizzare prodotti o servizi di terze parti, e la combinazione di dati personali raccolti dai propri servizi con quelli di altre fonti senza il consenso esplicito degli utenti.

Whitelist: gli obblighi dei gatekeeper

La whitelist del DMA è l’elenco delle pratiche lecite che i gatekeeper sono tenuti a rispettare, in quanto considerate favorevoli alla concorrenza e agli interessi degli utenti.

La whitelist comprende la disinstallazione di applicazioni preinstallate e l’accesso a servizi di piattaforma base tramite soluzioni di terze parti, in più, gli utenti avranno il diritto di interrompere la raccolta dei propri dati. Le imprese, dal canto loro, potranno offrire condizioni uniformi ai clienti sia dentro che fuori le piattaforme dei gatekeeper, accedere e utilizzare dati generati sulle piattaforme, promuovere servizi e prodotti al di fuori di queste, e utilizzare sistemi di pagamento e identificazione alternativi. Avranno inoltre la possibilità di concludere contratti direttamente con i clienti, accedere a funzionalità per l’interoperabilità e la portabilità dei dati, oltre a interagire con reti e borse pubblicitarie. Infine, potranno verificare l’identità dei clienti per motivi di conformità e offrire contratti con fornitori di servizi di comunicazione elettronica indipendenti.

I gatekeeper che rispettano la whitelist sono riconosciuti come operatori responsabili e possono beneficiare di una maggiore fiducia e reputazione da parte degli utenti e delle autorità.

Quali saranno le conseguenze del mancato rispetto della normativa?

In caso di inadempienza, il DMA prevede pesanti sanzioni, con multe che possono raggiungere fino al 10% del fatturato globale annuo dell’azienda e, in caso di recidive, fino al 20%.

L’entità della sanzione sarà determinata in base alla severità e alla durata della violazione. In situazioni di violazione sistematica, possono essere imposte sanzioni eccezionali, inclusa la cessione di parti del capitale o delle proprietà aziendali.

Scarica il PDF sul Digital Market Act
Vorresti saperne di più? Per approfondire qui il il testo integrale del DMA.

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Matilde Visentin

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Matilde Visentin è Head of SEO presso Jump Group, dove guida la strategia SEO e coordina progetti complessi per ottimizzare la visibilità online dei clienti. Grazie alla sua vasta esperienza nel campo del search engine optimization, Matilde è una figura di riferimento per la crescita organica delle aziende. La sua passione per l’analisi dei dati e l’innovazione digitale la spinge a esplorare costantemente le nuove tendenze del settore. Inoltre, è autrice di articoli per Avacy CMP, condividendo il suo know-how con la community professionale.

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